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BikePride_richiesta politica “controviale condiviso” – 2012 

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UNA PROPOSTA CONCRETA SUL TERRITORIO URBANO: La rivoluzione dei controviali

A tal proposito proponiamo un analisi approfondita della gestione delle carreggiate dei corsi ad altro scorrimento e in particolare riferimento all’uso dei controviali.
Torino può vantare vie ad alto scorrimento con una sezione molto ampia. Il “controviale” rappresenta tutt’ora, salvo rari casi, un’estensione del viale con l’annessione di una corsia di parcheggio a raso in linea ed una corsia di sosta a pettine.

Nella maggior parte dei casi il controviale è talmente ampio da ospitare, inopportunamente, moltissime auto parcheggiate in doppia fila.
Facendo anche riferimento alla mozione relativa, approvata in consiglio (con un parere favorevole della giunta http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/430472/) proponiamo una graduale ma consapevole rivoluzione di questi spazi.

Da aree a totale prevalenza motorizzata a spazi adibiti alla ciclopedonalità, ricalcando in questo senso un modello di sviluppo urbanistico “più europeo” (marciapiedi ampi, ciclabili).

Il controviale in questo modo dovrà risultare come un’area nella quale il traffico motorizzato sia obbligato dalla conformazione strutturale a convertirsi in “ospite”. Protagonista nel viale, ospite nel controviale. Un’area quindi utile solo per cercare parcheggio o per svoltare.

Come attuare tale politica?

  •   Limite dei 30kmh nel controviale
  •   Allargamento del marciapiede e relativo restringimento della carreggiata
  •   Maggiore presenza di dissuasori marciapiede – carreggiata
  •   Chicane
  •   Dossi
  •   Pista ciclabile fra il marciapiede e la sosta a raso in linea
  •   Adeguamento (angolo di parcheggio) in base al codice della strada della sosta a pettine
  •   Nell’asse viario del controviale non deve poter essere affiancata in orizzontale, salvo casi specifici,più di un’auto
  •   Segnaletica orizzontale e verticale opportuna
  •   Arredo urbano significativoIn questo modo:
    1. Non verrebbero cancellati posti auto (in minima parte ridotti dalla variazione di angolatura della sosta a pettine)
    2. Il controviale rimane un asse viario ancora utile per i mezzi motorizzati ma non a sostituzione dell’asse ad alta velocità del “viale”
    3. Aumenterebbe lo spazio ciclo-pedonale con tutti i vantaggi del caso (ambientali, commerciali, turistici e ovviamente di sicurezza stradale)
    4. La città si doterebbe di uno spazio sicuro e vivibile in più

    Mentre le città Europee devono lottare con spazi angusti (e tuttavia molto più ripartiti verso la ciclopedonalità), Torino ha la fortuna di possedere nel proprio tessuto uno spazio già conforme ma ancora malamente utilizzato (solo auto, parcheggi, alta velocità e infrazioni).

Proponiamo quindi di valutare una serie di corsi ad alto scorrimento sui quali avviare un test in merito agli interventi proposti.

La grande differenza nella gestione del traffico fra Torino e una città del nord Europa risiede nella gestione degli spazi. Fortemente sbilanciato per le auto in Italia, ripartito in modo più equilibrato nel centro e nel nord Europa (con le eccellenze di Olanda e Danimarca).

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