Torino ha una rete ciclabile in crescita, ma quante piste sono davvero percorribili da chiunque? Da chi usa una handbike, una cargo bike, un triciclo, una sedia a rotelle, un monopattino?

La mappatura partecipata per la velomobilità è progetto che nasce per rispondere a questa domanda, partendo dall’esperienza diretta di chi pedala ogni giorno. È stato sviluppato nell’ambito del tema del Bike Pride 2025 “Velomobilità. Una città per tutte le ruote”, con l’idea che la mobilità urbana debba essere accessibile indipendentemente da età, condizione fisica e sensoriale, genere e reddito.

La mappatura partecipata è un processo collettivo in cui chiunque può contribuire a segnalare i punti critici delle infrastrutture ciclabili della città, piste ciclabili, in sede protetta, e corsie ciclabili, con l’obiettivo di costruire una base dati reale, condivisa e utilizzabile.

Cosa si segnala

Le criticità da mappare riguardano elementi concreti e verificabili lungo i percorsi ciclabili: larghezza, tipo di pavimentazione (per esempio sampietrini, piastrelle, lose), ostacoli fisici (pali, paletti, radici, gradini), accessi, attraversamenti, segnaletica carente o assente, pendenze, curvature scomode, parcheggi bici inadeguati, cantieri o ponteggi lungo la via senza passaggio alternativo.

Gli standard minimi previsti (DM 557/99, Norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili) tra cui quelli presenti nella normativa regionale piemontese (allegato A – PRMC, Piano Regionale Mobilità Ciclistica del Piemonte) sono spesso insufficienti e soprattutto non vincolanti.

L’obiettivo della mappatura è quindi duplice, produrre strumenti concreti per orientare gli interventi di manutenzione e costruire un argomento solido per chiedere all’Amministrazione comunale di adottare criteri di progettazione inclusiva coerenti con le linee guida più virtuose.

I dati raccolti verranno elaborati e restituiti sotto forma di mappa delle criticità, analisi dei dati raccolti, presentazione pubblica dei risultati con dibattito, richiesta all’amministrazione.

Per saperne di più e come partecipare

La raccolta avviene tramite Ushahidi, una piattaforma open source, semplice e intuitiva, che permette di geolocalizzare una segnalazione, aggiungere una foto e categorizzarla, senza bisogno di registrarsi.

Leggi il documento completo di presentazione del progetto con definizioni, riferimenti normativi e dettagli sulle criticità da segnalare.

In questo momento la mappatura collettiva è terminata. È in corso l’analisi dei dati raccolti che verranno presentati pubblicamente nell’autunno 2026.

Curiosità

Ushahidi è nata nel 2008 in Kenya per monitorare la violenza post-elettorale, oggi è adottata nel mondo per raccogliere, analizzare e visualizzare dati territoriali in modo partecipativo e open-source.

Ushahidi è stata adottata anche da altre sezioni FIAB, come per il progetto di mappatura collettiva dei parcheggi bici realizzato FIAB Pisa.

 

Per approfondire

> Leggi il documento di presentazione del progetto

Per informazioni

info@bikepride.net