Condividiamo la lettera che 250 docenti dell’Università degli Studi di Torino (a cui poi nel frattempo se ne sono aggiunti altre centinaia) hanno inviato al sindaco Lo Russo. Ai docenti si sono poi aggiunte altre centinaia di persone, provenienti da diversi mondi professionali e sociali e tantissime cittadine e cittadini. Qui si possono vedere le firme, aggiornate periodicamente e che al 2/10/2026 sono 2000.
La lettera è ora aperta, chi vuole può firmare qui
Gentile Sindaco,
L’investimento mortale di un bambino di sette anni che voleva soltanto andare a scuola in bici ha scosso e scuote tutta la nostra comunità e, siamo certi, non la lascia indifferente. Nulla di quello che potremo fare riporterà Nicolò ai suoi affetti, ma la sua morte ci mette di fronte alla necessità di ripensare radicalmente la scala di priorità con cui è gestito lo spazio pubblico.
Nei Paesi Bassi un parametro usato per misurare la qualità di vita in città è legato a quanto un bambino di otto anni può muoversi in autonomia, senza essere accompagnato da un adulto, in bici o a piedi. Perché se una città è sicura per bambini di otto anni in giro da soli, è sicura per tutte le persone che la abitano. A Torino invece un numero sempre più grande di genitori dice che vorrebbe portare i figli in bici a scuola, ma ha paura. Da martedì, per forza di cose, la paura è più grande, anche tra chi continua a portarli, consapevole dell’importanza e dell’impatto educativo, ecologico e sociale di questa scelta di mobilità.
Sappiamo che ha a cuore questa città e chi la vive. Sappiamo che non è semplice attuare i cambiamenti. Ma questa morte deve interrogare tutta la cittadinanza e nessuno deve tirarsi indietro nel riconoscere in che modo non abbiamo fatto abbastanza e cosa dobbiamo fare affinché questa sia davvero l’ultima volta che ci ritroviamo a piangere una tragedia così tremenda eppure così annunciata.
Serve un modello completamente diverso, serve un cambiamento sistemico che garantisca il diritto umano fondamentale di muoversi in autonomia e sicurezza nel luogo in cui si vive. E serve farlo subito, prima di ritrovarci a piangere un’altra vita spezzata. Tutti devono potersi muovere senza avere paura. Si risponde modificando lo spazio pubblico e accompagnando il cambiamento culturale. Torino è stata tante volte laboratorio di cambiamenti che poi hanno interessato il resto della nazione.
Le istituzioni che firmano questa lettera sono a disposizione per supportarla in questo difficile compito. Al tempo stesso, sentiamo la responsabilità di chiedere che questa morte non venga dimenticata e che si continui a lavorare insieme perché Torino sia una città nella quale nessuno debba sentirsi esposto alla paura o all’ingiustizia.
Proponenti:
Maria Cristina Caimotto, Coordinatrice sottogruppo Mobilità Attiva e Ciclabilità della Rete Università Sostenibili (RUS)
Laura Corazza, Delegata della Rettrice per il coordinamento e lo sviluppo della sostenibilità
Silvana Dalmazzone, Delegata della Rettrice al Public Engagement e impatto sociale
Anna Mastromarino, Direttrice della Scuola di Scienze Giuridiche, Politiche ed Economico-sociali
Università di Torino
Cristina Prandi, Rettrice dell’Università degli Studi di Torino
Anna Caffarena, Direttrice del Dipartimento di Culture, Politica e Società
Valeria Marcenò, Direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza
Elisabetta Ottoz, Direttrice del Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis”


